Special Dividends: "Due Bill" Process

In some cases, special dividends may have different rules than regular dividends concerning the ex-dividend date. If a special dividend is less than 25% of the stock price, standard rules apply regarding the ex-dividend date (ex-date is before the record and pay date). However, if a special dividend is greater than 25% of the stock price*, the ex-dividend date will be after the record date and pay date.

In the case of a regular dividend or a special dividend of less than 25% of the share price, one would need to own a stock by the record date in order to be entitled to the dividend. However, this is not the case for special dividends that are more than 25% of the stock price. If one were to sell a stock after the record date but before the ex-dividend date, they would no longer be entitled to the dividend. The shares would be tagged with something called a "due bill" which means that the seller is obligated to pay the dividend to the buyer. Likewise, if one were to buy a stock after the record date but before the ex-dividend date (and hold it through the ex-date), they would be entitled to the dividend from the seller.

*Please note, the 25% or more rule is a general rule and will not apply in all cases. Certain foreign stock dividends will not follow the rule and some domestic stocks are granted an exclusion. For information regarding regular dividends, please reference KB 47.
 

Panoramica del regolamento T+2

Introduzione

A decorrere dal 5 settembre 2017 il periodo standard per il regolamento dei titoli negoziati sulle Borse statunitensi e canadesi sarà ridotto da tre (T+3) a due (T+2) giorni lavorativi. Di seguito viene fornita una panoramica informativa su tale modifica, il relativo impatto previsto e un elenco di domande frequenti al riguardo.
 
Premessa
Il regolamento è un procedimento post-negoziazione per mezzo del quale la proprietà giuridica dei titoli viene trasferita dal venditore all'acquirente in cambio del pagamento degli stessi.  Il procedimento è facilitato da un depositario centrale, che mantiene le registrazioni della proprietà dei titoli, e da una stanza di compensazione, che gestisce lo scambio di fondi e ordina al depositario il trasferimento della proprietà dei titoli. Nel caso dei titoli statunitensi, il ruolo di depositario principale è rivestito dalla Depository Trust Company (DTC) e quello della stanza di compensazione dalla National Securities Clearing Corporation (NSCC). È, invece, la Canadian Depository for Securities (CDS) a svolgere queste funzioni per i titoli canadesi. Il ciclo di regolamento attuale per i titoli statunitensi e quelli canadesi è di tre giorni lavorativi dalla data della transazione.
 
Qual è il motivo della modifica del periodo di regolamento?
L'efficienza operativa consentita dalla registrazione della proprietà dei titoli in formato elettronico, oltre alla facilità e ai costi ridotti del trasferimento elettronico dei fondi da parte dei clienti, rappresenta una fattore determinante nella riduzione del ciclo di regolamento. Nel 1995 il ciclo di regolamento era stato ridotto inizialmente da cinque a tre giorni lavorativi, e le operazioni che prevedono la consegna dei certificati cartacei o il pagamento tramite assegno sono in continuo calo.
 
Si ritiene che la riduzione del ciclo di regolamento possa apportare numerosi vantaggi per l'industria finanziaria e i suoi partecipanti. Eccone alcuni esempi:
 
  • Riduzione del rischio per il sistema finanziario: la probabilità della variazione del prezzo di un titolo aumenta col tempo, e riducendo il periodo di regolamento si riduce anche l'esposizione al rischio di credito legato al mancato pagamento o alla mancata consegna del suddetto titolo. Con una riduzione del valore nozionale degli obblighi pendenti nel ciclo di regolamento il settore finanziario sarebbe meglio tutelato contro le possibili ripercussioni dovute a gravi squilibri di mercato. 
  • Efficienza nella distribuzione della liquidità: i clienti che mantengono conti di liquidità sono soggetti a limitazioni che potrebbero precludere loro la possibilità di effettuare negoziazioni con fondi non regolati (es. fenomeno del "free-riding" o acquisto e vendita di titoli senza averli pagati). Con il regolamento T+2 i fondi derivanti dalla vendita di un titolo sono resi disponibili con un giorno lavorativo di anticipo, fornendo, quindi, un più rapido accesso ai fondi e la possibilità di ridistribuirli più rapidamente per il successivo acquisto. 
  • Armonizzazione ottimale del regolamento a livello globale: la transizione in favore del ciclo di regolamento T+2 consentirà di allineare il mercato statunitense e quello canadese con gli altri principali mercati internazionali in Europa e in Asia attualmente operanti nel contesto T+2.
 
Quali sono i prodotti coinvolti da questa modifica?
Azioni, ETF, ADR, obbligazioni societarie, obbligazioni municipali, CFD e fondi comuni d'investimento a capitale variabile statunitensi e canadesi.
 
Quali saranno gli effetti della modifica sul proprio conto?
Dividendi e operazioni societarie: i titoli devono essere acquistati prima della data di stacco cedola per il diritto a percepirne i dividendi o per altri diritti associati ai titoli.    Secondo il ciclo di regolamento attuale (T+3), la data di stacco cedola è prevista due giorni lavorativi prima della data di registrazione; il regolamento T+2 ridurrà tale relazione a un giorno lavorativo.
 
Operazioni di vendita allo scoperto: ai sensi della normativa SEC 204, i broker sono tenuti alla liquidazione della vendita allo scoperto nel caso in cui non siano in grado di ricorrere all'assunzione in prestito di titoli per effettuare la consegna al momento del regolamento. Attualmente la liquidazione deve avvenire non oltre l'inizio del regolare orario di contrattazione in data T+4.  Con la riduzione del ciclo di regolamento al T+2, la liquidazione sarà spostata di un giorno lavorativo, al T+3.
 
Destinazione degli ordini T+2: al momento IB offre una destinazione degli ordini (TPLUS2) che consente ai venditori di call coperte di acquistare e consegnare, al momento dell'assegnazione, azioni aventi una base di costo più vantaggiosa. L'ordine T+2, che riduce la possibilità di innesco di imposte indesiderate sulle plusvalenze, sarà modificato nella consegna T+1 al fine di fornire gli stessi vantaggi.  Si prega di notare che la destinazione degli ordini T+2 sarà disabilitata prima del 5 settembre 2017 e la destinazione T+1 abilitata poco dopo tale data (in altre parole, vi sarà una periodo di transazione durante il quale questa destinazione degli ordini accelerata non sarà disponibile).
 
Esercizio di opzioni: il periodo di consegna delle azioni e il termine del pagamento della liquidità derivanti dall'esercizio delle opzioni azionarie saranno ridotti da tre a due giorni lavorativi.
 
Interessi corrisposti sui saldi a credito: il calcolo degli interessi si basa sui saldi di liquidità regolati. Nel caso in cui si acquistino titoli azionari, avendo a disposizione la liquidità sufficiente a pagare interamente l'acquisto (ovvero, senza prestito a margine), i fondi utilizzati per il pagamento di tali titoli potranno maturare interessi fino alla data T+3, dopodiché saranno versati in favore della stanza di compensazione. Con il T+2, il periodo di maturazione degli interessi sarà ridotto di un giorno lavorativo. Si noti, tuttavia, che, con il T+2, una volta venduto il titolo, i fondi saranno regolati sul proprio conto con un giorno lavorativo di anticipo, dopodiché potranno maturare interessi. 
 
Interessi addebitati sui saldi a debito: il calcolo degli interessi si basa sui saldi di liquidità regolati. Nel caso in cui si acquistino titoli azionari, e si prendano in prestito fondi per il pagamento di tale acquisto (ovvero, prestito a margine), non saranno addebitati interessi sul prestito fino all'avvenuto pagamento in favore della stanza di compensazione in data T+3. Con il T+2, la data del prestito inizierà con un giorno lavorativo di anticipo. Si noti, tuttavia, che, con il T+2, una volta venduto il titolo, i fondi saranno accreditati sul proprio conto, ripianando il prestito parzialmente o interamente con un giorno di anticipo.   
 
Domande frequenti

Sono previste modifiche al regolamento dell'acquisto e della vendita dei contratti di opzioni, future e/o opzioni su future?

No. Al momento questi prodotti sono regolati secondo il T+1 e tale ciclo di regolamento non subirà modifiche.

 
Sono previste modifiche al regolamento dell'acquisto e della vendita dei fondi comuni?
No. Al momento tutti i fondi comuni offerti da IB sono regolati secondo il T+1 e tale ciclo di regolamento non subirà modifiche.
 
La modifica avrà effetto sulla liquidità o sugli attivi richiesti per l'avvio degli ordini?
No. Attualmente tutti gli ordini sono soggetti a controlli prima del relativo invio, al fine di assicurare che il conto soddisfi i necessari requisiti qualora l'ordine venisse eseguito. Per i conti di liquidità ciò significa che il conto deve avere a disposizione liquidità regolata sufficiente a soddisfare il regolamento, indipendentemente dal metodo T+3 o T+2.  Allo stesso modo, in caso di conti a margine, il conto deve disporre del capitale eccedente necessario per continuare a soddisfare i requisiti di margine. Questo requisito di tutela non subirà modifiche con il T+2.
 
La modifica avrà conseguenze sull'arco temporale entro il quale i titoli sono trasferiti via ACATS o ATON?
No. I procedimenti di trasferimento non subiranno effetti con il passaggio dal T+3 al T+2.

Overview of T+2 Settlement

Introduction

Effective September 5, 2017, the standard settlement period for securities traded on U.S. and Canadian exchanges will be reduced from 3 business days (T+3) to 2 business days (T+2). Background information regarding this change, its projected impact and a list of FAQs are outlined below.
 
Background
Settlement is a post-trade process whereby legal ownership of securities is transferred from the seller to the purchaser in exchange for payment.  This process is facilitated via a central depository which maintains security ownership records and a clearinghouse which processes the exchange of funds and instructs the depository to transfer ownership of the securities. For U.S. securities, the Depository Trust Company (DTC) operates as the primary depository and the National Securities Clearing Corporation (NSCC), the clearinghouse. The Canadian Depository for Securities (CDS) performs these functions for Canadian securities. The current settlement cycle for both U.S. and Canadian securities is 3 business days following the trade date.
 
Why is the settlement period changing?
Operational efficiencies afforded by registering securities ownership in an electronic form and the ease and low cost by which clients may transfer funds electronically are critical factors enabling the shortening of the settlement cycle. The settlement cycle was last reduced from 5 business days to 3 in 1995 and transactions involving the delivery of physical certificates or payment via check continue to decline.
 
Shortening the settlement cycle is expected to yield the following benefits for the industry and its participants:
 
  • Lessens risk to the financial system – the likelihood that the price of a given security will change increases over time and reducing the settlement day lessens exposure to credit risk due to non-payment or non-delivery of that security. By reducing the notional value of outstanding obligations in the settlement pipeline, the financial sector is better protected from the potential systemic consequences of serious market disruptions. 
  • Cash deployment efficiencies – clients who maintain “Cash” type accounts are subject to restrictions which may preclude them from trading with unsettled funds (i.e., “Free-Riding” or buying and selling a security without paying for it). With T+2, funds from the sale of a security will now be available 1 business day earlier, thereby providing quicker access to funds and the ability to redeploy them sooner for subsequent purchases. 
  • Enhanced global settlement harmonization - the transition to a T+2 settlement cycle will align the U.S. and Canadian markets with other major international markets in Europe and Asia that currently operate in a T+2 environment.
 
What products are impacted by this change?
U.S. and Canadian stocks, ETFs, ADRs, corporate bonds, municipal bonds, CFDs, and unit investment trusts (UITs)
 
How will this change impact my account?
Dividends & corporate actions – securities must be purchased prior to the Ex-Date for entitlement to dividends or other rights associated with the security.    Under the current T+3 settlement cycle, the Ex-Date is typically 2 business days prior to the Record Date and this relationship will be reduced to 1 business day under T+2.
 
Short sale transactions – brokers are required under SEC Rule 204 to close out short sales if unable to borrow securities and make delivery at settlement. Currently, close out must take place by no later than the beginning of regular trading hours on T+4.  With the shortening of the settlement cycle to T+2, close out will be moved up 1 business day to T+3.
 
T+2 Order Destination – IB currently offers an order destination (TPLUS2) which allows covered call writers to purchase and deliver, upon assignment, shares having a more favorable cost basis. This T+2 order, which reduces the possibility of triggering an unwanted capital gains tax, will be amended to T+1 delivery in order to provide the same benefits.  Note that this T+2 order destination will be disabled prior to September 5, 2017 and the T+1 order destination enabled shortly after that date (i.e., there will be a transition period during which this accelerated settlement order destination will not be offered).
 
Option Exercise – The delivery period for stock and payment of cash resulting from the exercise of stock options will be reduced from 3 business days to 2.
 
Interest paid on credit balances – interest computations are based upon settled cash balances. If you purchase stock and have sufficient cash to pay for the purchase in full (i.e., no margin loan), the proceeds necessary to pay for that stock are currently eligible to earn interest up until T+3 at which point they are remitted to the clearinghouse. That interest earning period will be reduced by 1 business day under T+2. Note, however, that when that security is sold the funds settle to your account 1 business day earlier under T+2 and are then eligible to earn interest. 
 
Interest charged on debit balances – interest computations are based upon settled cash balances. If you purchase stock and borrow funds to pay for the purchase (i.e., a margin loan), interest is not charged on the loan until payment is remitted to the clearinghouse on T+3. That loan date will start 1 business day earlier under T+2. Note, however, that when that security is sold, the proceeds are credited to your account and will partially or fully pay of the loan 1 business day earlier under T+2.   
 
FAQs

Will the settlement for purchases and sales of options, futures or futures options contracts change?

No. These products currently settle on T+1 and that settlement cycle will not change.

 
Will the settlement for purchases and sales of mutual funds change?
No. All mutual funds offered by IB currently settle on T+1 and that settlement cycle will not change.
 
Will this change have any impact upon the cash or assets required to initiate an order?
No. All orders are currently pre-checked prior to submission to ensure that the account will be compliant were the order to execute. In the cash of cash accounts, that means that the account must have the necessary settled cash on hand to meet the settlement regardless of T+3 or T+2.  Similarly, in the case of margin accounts, the account must have the necessary Excess Equity to remain margin compliant. This safeguard will not change under T+2.
 
Will this change have any impact upon the timeframe by which securities are transferred via ACATS or ATON?
No. Transfer processes will not be impacted by the move from T+3 to T+2.

Ritenuta alla fonte sui pagamenti equivalenti ai dividendi - Domande frequenti

Premessa

A partire dal 1 gennaio 2017 i nuovi regolamenti dell'IRS imporranno ritenute alla fonte statunitensi sui pagamenti equivalenti ai dividendi statunitensi in favore di soggetti non statunitensi detentori di posizioni in derivati su titoli statunitensi. In precedenza, le ritenute alla fonte statunitensi non erano imposte su tali pagamenti. I suddetti regolamenti richiedono agli intermediari, noi compresi, di agire in veste di sostituti d'imposta e riscuotere la ritenuta statunitense a nome dell'IRS. Di seguito è illustrata una panoramica della ritenuta, delle modalità in cui viene stabilita e dei prodotti ai quali si applica tale regolamento.
 
Panoramica
Qual è la finalità del regolamento?
Il regolamento trova origine nella Sezione 871(m) dell'Internal Revenue Code ("Codice Tributario Statunitense") ed è inteso ad armonizzare il trattamento fiscale statunitense imposto ai soggetti non statunitensi in relazione ai dividendi sui titoli statunitensi e ai pagamenti equivalenti ai dividendi corrisposti sui contratti derivati che replicano (in misura elevata) la proprietà di tale titolo.
 
Per esempio, si consideri un contratto total return swap avente IBM come sottostante.  Un soggetto non statunitense in possesso di una posizione sul titolo IBM sarebbe soggetto a una ritenuta alla fonte statunitense del 30% (ridotta dalla convenzione fiscale) sul versamento del dividendo. Al contrario, prima dell'applicazione della Sezione 871(m), un soggetto non statunitense con un'esposizione lunga a IBM sul contratto swap avrebbe potuto percepire pagamenti equivalenti ai dividendi senza l'imposizione della ritenuta alla fonte statunitense. Era proprio così, nonostante i pagamenti replicassero una simile esposizione economica. Ora, invece, ai sensi della Sezione 871(m) tali "pagamenti equivalenti ai dividendi" sono soggetti alla ritenuta alla fonte statunitense.
 
Cosa si intende per "pagamento equivalente al dividendo"?
Per pagamento equivalente al dividendo si intende un importo lordo riconducibile al versamento di un dividendo su un titolo azionario statunitense e usato per calcolare ciascun importo netto trasferito alla o dalla parte long, anche qualora la parte long effettui un pagamento in favore della parte short o il pagamento netto sia pari a zero. Di conseguenza, tale pagamento includerebbe non solamente il versamento effettivo in sostituzione del dividendo, bensì anche la stima del pagamento del dividendo implicitamente tenuto in considerazione nel calcolo di uno o più termini della transazione, compresi il tasso di interesse, l'importo nozionale o il prezzo di acquisto.
 
Si consideri, per esempio, un'opzione call quotata su un titolo azionario statunitense: il titolare della call non ha diritto a percepire dividendi a meno che l'opzione non sia esercitata prima della data di stacco cedola. Ciononostante, il premio corrisposto dal titolare per l'acquisto dell'opzione tiene implicitamente conto del valore presente del dividendo atteso nel corso della durata dell'opzione.[1] Dato che questo fattore serve a ridurre il pagamento dovuto dall'acquirente dell'opzione al venditore, è considerato un pagamento equivalente al dividendo potenzialmente soggetto alle suddette normative.
 
Chi è soggetto alla ritenuta alla fonte sui pagamenti equivalenti ai dividendi?
La ritenuta si applica alle posizioni che soddisfino i requisiti previsti e siano detenute in conti di contribuenti non statunitensi. Al contrario, non si applica ai contribuenti statunitensi. I conti appartenenti ai contribuenti non statunitensi, in genere, sono documentati tramite l'invio del modulo IRA W-8 e possono comprendere le seguenti tipologie: individuali, cointestati, fiduciari e conti per organizzazioni.
 
Quali sono gli strumenti derivati potenzialmente soggetti alla ritenuta alla fonte sui pagamenti equivalenti ai dividendi?
I regolamenti vigenti adottano un test in due passaggi per stabilire se gli strumenti derivati sono soggetti o meno a tali normative. Innanzitutto, tali strumenti derivati devono essere riconducibili al dividendo su un titolo azionario statunitense. Per esempio:
-          opzioni su azioni
-          SSF (future su singole azioni) regolati
-          future su indici e opzioni su future su indici regolati
-          titoli strutturati ed ETN (exchange traded notes)
-          contratti per differenza
-          obbligazioni convertibili
-          operazioni per il prestito di titoli
-          derivati su panieri personalizzati e
-          warrant
 
Il presupposto è che la posizione sottostante sia un titolo azionario statunitense. La Borsa sulla quale lo strumento è negoziato e l'identità della controparte non incidono sull'applicazione di tali normative. In altre parole, un derivato può essere soggetto alle normative sia che si tratti di uno strumento quotato in Borsa, fuori Borsa, negoziato negli Stati Uniti o all'estero.
 
In secondo luogo, lo strumento derivato deve replicare in modo sostanziale le condizioni economiche del titolo statunitense sottostante al momento della sua emissione. Per effettuare tale decisione, le normative considerano il delta (per i contratti semplici) e il test di equivalenza sostanziale (per i contratti complessi).
 
Il delta è una misura di correlazione che calcola il rapporto tra la variazione del valore equo di mercato dello strumento derivato e la variazione del valore equo di mercato del titolo azionario statunitense al quale il derivato fa riferimento.  In generale, ai fini di tale regolamento, il delta è stabilito una volta sola nel corso della durata dello strumento derivato, ovvero, al momento della sua "emissione", e non viene ricalcolato al variare del valore equo di mercato del titolo sottostante o una volta rivenduto lo strumento derivato nel mercato secondario.
 
Le seguenti normative si applicano alla maggior parte dei contratti:
·         Prima del 2017: gli strumenti derivati emessi prima del 1 gennaio 2017 (es. qualsiasi strumento che il cliente detenga presso di noi al 31 dicembre 2016) non sono soggetti alle nuove normative in materia di ritenute di imposta.
·         2017: gli strumenti derivati emessi nel 2017 sono potenzialmente soggetti al nuovo regime di imposizione alla fonte se, al momento dell'emissione, hanno un delta di 1.0.
·         Dopo il 2017: gli strumenti derivati emessi dopo il 31 dicembre 2017 sono potenzialmente soggetti alle nuove normative in materia di imposizione alla fonte se, al momento della loro emissione, hanno un delta di 0.8 o superiore.
Il test del delta non è applicabile agli strumenti derivati classificati come "complessi". Al contrario, in questo caso, si ricorre al test di equivalenza sostanziale. 
 
Quindi, quando avviene l'emissione di uno strumento derivato?
L'identificazione della data di emissione di uno strumento derivato è di grande importanza. Stabilisce se lo strumento è soggetto o meno alle normative (gli strumenti emessi prima del 2017 non lo sono) e la data in cui viene effettuato il calcolo del delta. In generale, la data di "emissione" di un strumento corrisponde al momento nel quale esso viene creato, ovvero alla sua data di inizio o rilascio iniziale. Per "emissione" dello strumento non si intende il momento in cui esso è rivenduto nel mercato secondario
 
Di conseguenza, vi sono differenze tra le varie norme di emissione relative a opzioni, future, prodotti negoziati su altre Borse e prodotti scambiati fuori Borsa. Per esempio, l'emissione di un'opzione quotata e scambiata su una Borsa statunitense, in genere, non avviene la prima volta in cui questa è quotata su una Borsa come disponile per il trading. Al contrario, l'emissione dell'opzione quotata avviene (ovvero, il suo delta è stabilito) quando l'opzione è aperta dal cliente. Peraltro, nel caso dei derivati trasferibili come, per esempio, ETN (exchange traded note), obbligazioni e warrant convertibili, la relativa emissione corrisponderebbe esclusivamente al momento della loro prima vendita. Il delta stabilito in tale momento proseguirebbe anche dopo la vendita al successivo acquirente. 
 
Sono previste eccezioni?
Le norme prevedono poche eccezioni alla ritenuta; eccone alcuni esempi:
•        strumenti derivati che riflettono un "indice qualificato" - in genere, un ampio indice passivo pubblicamente disponibile su titoli azionari statunitensi come S&P 500, NASDAQ 100 o Russell 2000.
•        strumenti derivati che riflettono un indice con scarsa o nessuna composizione azionaria statunitense, per esempio l'indice Hang Seng.
•        il pagamento equivalente al dividendo (o una sua parte) non è soggetto alla ritenuta alla fonte statunitense se il soggetto non statunitense possiede direttamente il titolo sottostante. Ciò si verifica solitamente con gli strumenti derivati su fondi comuni statunitensi, fondi immobiliari REIT (Real Estate Investment Trust) e fondi negoziati in Borsa eroganti "dividendi" ricaratterizzati come distribuzioni di plusvalenze di capitale o rendimento del capitale.
 
Sono disponibili esempi di casi in cui tali normative trovano o meno applicazione?
•        Il 2 gennaio 2017 un cliente acquista un SSF sul titolo IBM e il future ha un delta di 1.0: il contratto future è soggetto alla normativa.
•        Il 28 dicembre 2016 il cliente acquista un'opzione CCC quotata profondamente in the money sul titolo IBM e il future ha un delta di 1.0. In questo caso, l'opzione non è soggetta alla normativa, in quanto emessa prima del 2017.
•        Il 15 gennaio 2017 il cliente acquista un future su indice a base ristretta. Si ipotizzi che l'indice non sia un "indice qualificato". Il tal caso, il future sarebbe soggetto alla normativa.
•        Il 2 gennaio 2017 il cliente acquista un ETN con un delta di 1.0 che riproduce titoli azionari statunitensi e il titolo è stato emesso il 1 luglio 2016: l'opzione non è soggetta alla normativa, in quanto emessa prima del 2017
 
Come viene calcolata l'imposizione sul pagamento equivalente al dividendo?
Se lo strumento derivato è soggetto al nuovo regolamento della Sezione 871(m), il pagamento equivalente al dividendo di tale strumento sarà pari al dividendo per azione sul titolo azionario statunitense sottostante, moltiplicato per il numero di azioni sottostanti alle quali lo strumento fa riferimento, moltiplicato per il delta (es. un contratto di opzioni con consegna di 100 azioni di un titolo erogante un dividendo di 1.00 dollari e avente un delta di .80 sarebbe soggetto a un'imposta sulla base del pagamento equivalente al dividendo di 80.00 dollari).
 
In caso di contratti derivati complessi, l'equivalente del dividendo sarebbe pari al dividendo per azione sul sottostante, moltiplicato per la copertura del contratto equivalente al sottostante - secondo il calcolo effettuato al momento dell'emissione del contratto.
 
Come viene effettuata la combinazione dei contratti per la determinazione del delta?
A partire dal 2018 i clienti che procedano all'acquisto di uno strumento derivato, come, per esempio, un'opzione call long con un delta inferiore alla soglia di .80, e vendano un'opzione put sullo stesso sottostante e con la stessa quantità di azioni entro 2 giorni l'una dall'altra, si vedranno combinare tali posizioni al fine di stabilire se è stata oltrepassata la soglia prevista (es. l'acquisto di una call long con un delta di 0.60 accoppiata con la vendita di una put con un delta di .40 porterebbe a un delta long di 1.0).
 
Nel 2017 solamente gli strumenti negoziati fuori Borsa sono potenzialmente soggetti alla combinazione per creare uno strumento con delta 1.0. 
 
Quali sono le misure previste per informare i clienti in merito alle posizioni coinvolte da tale regolamento?
Per ridurre al minimo l'esposizione alla ritenuta alla fonte, forniremo un messaggio di avvertimento in TWS nel momento in cui i soggetti non statunitensi creino ordini che possano generare tale imposta. Tale avviso consentirebbe ai clienti di annullare l'ordine per evitare la ritenuta, oppure inviare l'ordine ed eventualmente pagare la ritenuta al momento del versamento del dividendo. I clienti possono evitare il pagamento della ritenuta alla fonte nel caso in cui non siano in possesso del derivato alla data della ritenuta (ovvero, in genere, alla data di registrazione del dividendo).
 
 

ATTENZIONE: non forniamo alcun tipo di consulenza fiscale, legale o finanziaria. Consigliamo vivamente a tutti i clienti di consultare il proprio consulente per stabilire l'impatto dei regolamenti della Sezione 871(m) sulla propria attività di trading.


[1] Mentre il titolare di un'opzione call non percepisce alcun dividendo, il premio corrisposto dal titolare per l'opzione tiene implicitamente conto dei dividendi attesi (in quanto, secondo le previsioni, il prezzo del titolo dovrebbe diminuire dell'importo del dividendo alla data di stacco cedola; i dividendi in contanti implicano premi call minori).

Withholding Tax on Dividend Equivalent Payments - FAQs

Background

Beginning January 1, 2017, new IRS regulations will impose U.S. withholding taxes on US dividend equivalent payments to non-US persons holding derivative positions on US equities. Previously, US withholding tax was not imposed on these payments. The regulations require intermediaries, such as us, to act as withholding agents and collect US tax on behalf of the IRS. An overview of the tax, how it’s determined and the products impacted is provided below.
 
Overview
What is the purpose of the regulation?
The regulation derives from Section 871(m) of the Internal Revenue Code and is intended to harmonize the US tax treatment imposed on non-U.S. persons with respect to dividends on U.S. stock and dividend equivalent payments paid on derivative contracts that replicate (to a high degree) ownership of such stock.
 
An example of this would be a total return swap having IBM as its underlying.  A non-U.S. person holding an IBM stock position would be subject to a 30% US withholding tax (reduced by treaty) on dividend payments. On the other hand prior to the implementation of Section 871(m), a non-U.S. person holding long exposure to IBM on the swap could receive payments equivalent to the dividends without imposition of U.S. withholding tax. This was the case even though the payments replicated similar economic exposure. Section 871(m) now considers those ‘dividend equivalent payments’ subject to US withholding tax.
 
What is a dividend equivalent payment?
A dividend equivalent payment is any gross amount that references the payment of a dividend on a U.S. equity and that is used to compute any net amount transferred to or from the long party, even if the long party make a net payment to the short party or the net payment is zero. Accordingly, such payments would include not only an actual payment in lieu of a dividend but also an estimated dividend payment that is implicitly taken into account in computing one or more of the terms of the transaction, including interest rate, notional amount or purchase price.
 
In the case of a listed call option on a U.S. stock, for example, the holder of the call is not entitled to receive a dividend unless the option is exercised prior to the dividend ex-date. Nonetheless, the premium paid by the holder to purchase the option implicitly takes into account the present value of the expected dividends over the option term.[1] Since this factor serves to lower the payment from the option buyer to the seller, it is viewed as a dividend equivalent payment potentially subject to the rules.
 
Who is subject to the dividend equivalent withholding tax?
The tax applies to qualifying positions held in an account of a non-U.S. taxpayer. It does not apply to U.S. taxpayers. Accounts of non-U.S. taxpayers generally are evidenced by the submission of an IRS Form W-8 and can include the following account types: individual, joint, organization and trust.
 
What derivative instruments potentially are subject to the dividend equivalent withholding tax?
The regulations adopt a two-part test to determine if a derivative instrument is subject to the rules. First, the derivative instruments must reference the dividend on a U.S. equity security. Examples include:
-          equity options
-          regulated single stock futures
-          regulated index futures and options on index futures
-          structured and exchange traded notes
-          CFD contracts
-          convertible bonds
-          securities lending transactions
-          derivatives on custom baskets and
-          warrants
 
If the underlying position is a U.S. equity. The exchange upon which the instrument is traded and the identity of the counterparty do not affect the application of the rules. That is, a derivative can be subject to the rules, whether it is exchange listed or over the counter or trades in the United States or overseas.
 
Second, the derivative instrument must substantially replicate the economics of the underlying U.S. equity at the time of issuance. The rules look to delta (for simple contracts) and a substantially equivalency test (for complex contracts) to make this determination.
 
Delta is a correlation measurement that computes the ratio of the change in the fair market value of the derivative instrument to a change in the fair market value of the U.S. equity referenced by the derivative.  In general, for purposes of this regulation, delta is only determined once over the life of the derivative instrument – at the time it is ‘issued’. It is not recomputed as the fair market value of the underlying security changes or when the derivative instrument is re-sold in the secondary market.
 
For most contracts, the rules are as follows:
·         Pre-2017 – a derivative instrument issued prior to January 1, 2017 (i.e., anything held by a customer with us on December 31, 2016) is not subject to the new withholding tax rules.
·         2017 - a derivative instrument issued in 2017 is potentially subject to the new withholding tax regime if the delta at the time of issuance is 1.0.
·         After 2017 – a derivative instrument issued after December 31, 2017 is potentially subject to the new withholding tax rules if the delta at the time of issuance is 0.8 or greater.
If the derivative is classified as “complex,” the delta test does not apply and instead the substantial equivalency test applies. 
 
So When Is a Derivative Instrument Issued?
Identified when a derivative instrument is issued is very important. It determines if the instrument is subject to the rules (pre-2017 issued instruments are not) and when the delta computation is made. In general, an instrument is ‘issued’ when it comes into existence, its inception date or date of original issuance. Instruments are not issued when re-sold in the secondary market.
 
As a result, there are differences in the issuance rules for listed options, futures, other exchange traded products and over-the-counter products. For example, a listed option traded on a US exchange, generally, is not issued when first listed by an exchange as available for trading. Instead, the listed option is issued (delta determined) when the option is entered into by the customer. On the other hand, for transferable derivatives, such as exchange traded notes, convertible bonds and warrants, they would be issued only when first sold. The delta determined at that time would carryover when sold to a subsequent purchaser. 
 
Are There Any Exceptions?
The rules do provide limited exceptions to withholding. These include:
•        a derivative instrument that references a “qualified index” - generally, a passive broad publicly available index on U.S. equities such as the S&P 500, NASDAQ 100 or Russell 2000.
•        a derivative instrument that references an index with little or no U.S. equity composition – such as the Hang Seng Index.
•        if the dividend equivalent payment (or portion thereof) would not be subject to U.S. withholding tax if the non-US person owned the underlying security directly. This most often will occur for derivative instruments on U.S. mutual funds, REITs and exchange traded funds that pay ‘dividends’ which are re-characterized as capital gain distributions or returns of capital.
 
Can you provide some examples of when the rules will or will not apply?
•        Customer purchases single stock futures on IBM on January 2, 2017. The delta of the future is 1.0. The future is subject to the rule.
•        Customer purchases a deep in the money OCC listed option on IBM on December 28, 2016. The delta of the future is 1.0. The option is not subject to the rule as it was issued prior to 2017.
•        Customer purchases index future on a narrow based index on January 15, 2017. Assume the index is not a ‘qualified index.’ The future is subject to the rule.
•        Customer purchases an exchange trade note that tracks U.S. equities on January 2, 2017 with a delta of 1.0. The note was issued on July 1, 2016. The option is not subject to the rule as it was issued prior to 2017
 
How is the dividend equivalent withholding computed?
If the derivative instrument is subject to the new Section 871(m), a dividend equivalent payment with respect to such instrument equals the per share dividend on the underlying U.S. equity, multiplied by the number of underlying shares referenced by the instrument, multiplied by the delta (e.g., an option contract delivering 100 shares of a stock paying $1.00 dividend and having a delta of .80 would be subject to a tax based upon $80.00 dividend equivalent payment).
 
In the case of a complex derivative contract, the dividend equivalent will be equal to the per share dividend on the underlying, multiplied by the contract’s hedge equivalent to the underlying as calculated when the contract was issued.
 
How are contracts combined for purposes of determining delta?
Starting in 2018, customers who purchase derivative instrument such as a long call having a delta below the .80 threshold and selling a put on the same underlying and same share quantity within 2 days of one another will have those positions combined for the purpose of determining whether the threshold has been exceeded (e.g., the purchase of a long call with a delta of 0.60 coupled with the sale of a put with a delta of .40 would result in a long delta of 1.0).
 
In 2017, only over-the-counter instruments are potentially subject to combination to create a delta 1.0 instrument. 
 
What information do we provide to inform clients about impacted positions?
To minimize exposure to the withholding tax, we intend to provide a TWS warning message will be provided when non-U.S. persons create an order that could generate the tax. This will give customers the option of canceling the order to avoid potential withholding or submitting the order and possibly paying the tax when a dividend occurs. Customers may avoid the potential withholding tax by not owning the derivative on the applicable withholding date (i.e., generally the dividend Record Date).
 
 

IMPORTANT NOTE: We do not provide tax, legal or financial advice. Each customer must speak with the customer’s own advisors to determine the impact that the Section 871(m) rules may have on the customer’s trading activity.


[1] While the holder of the call option does not receive a dividend, the premium paid by the holder for the option implicitly takes expected dividends into account (i.e., because the stock price is expected to drop by the amount of the dividend on the ex-dividend date, cash dividends imply lower call premiums).

Dividend Accruals

If you are a shareholder of record as of the close of business on a dividend Record Date (see KB47), you are entitled to receive the dividend on its Payment Date.  While the actual dividend amount is not assured until the payment has been made by the issuer on the Payment Date, information deemed reliable is available such that IB will accrue the value of the dividend, net of any withholding taxes, on the Ex-Date.   This information can be confirmed via the Daily Activity Statement posted to Account Management. The details of the accrual will be reflected in the statement section titled "Change in Dividend Accruals" and the net amount in a line item titled "Dividend Accruals" under the "Net Asset Value" section. If you wish to see information regarding dividends that you held through the Ex Date but which have not yet been paid out, choose "Legacy Full" from the Statements drop down when launching your statement. This will include an additional section called "Open Dividend Accruals" which will give you information on any pending dividends.

Note that dividend accruals may be either a debit (if short and borrowing the stock on the Record Date) or a credit (if long the stock on the Record date). In terms of account valuation, the dividend accrual is included in Equity with Loan Value as well as equity for purposes of determining compliance with the Pattern day Trading rules. A dividend credit accrual does not increase Available Funds and can therefore not be withdrawn until paid. A dividend accrual which is a debit does reduce Available Funds to ensure that funds are available to meet the obligation when payment is due.

Overview of IBKR's Dividend Reinvestment Program (DRIP)

IBKR offers a dividend reinvestment program whereby accountholders may elect to reinvest qualifying cash dividends to purchase shares in the issuing company. Outlined below are a series of FAQs which describe the program and its operation.

1. How can I participate in the program?
Requests to participate are initiated online via Client Portal or Account Management. The menu options vary by account type and are outlined below:
 

• Individual, Joint, Trust, IRA, Small Business Accounts – select Settings followed by Account Settings. In the Configuration panel, click the Configure (gear) icon for Dividend Reinvestment. Read the agreement, type your signature in the field provided and click Subscribe.


• Proprietary Trading Group STL Master User - select the Manage Traders, Traders and then View menu options. Enable automatic reinvestment for an individual trading sub account by clicking the blue pen icon in the Dividend Reinvestment column.


• Advisor and Broker Master Users - select the Manage Clients and then Dashboard menu options. On the Dashboard, click the account row for the desired client account to open the Client Account Details page. Enable dividend reinvestment by clicking the Edit link in the Account Configuration section.
Once enabled, you’ll be provided with an acknowledgement requiring entry of your electronic signature in order to click the Continue button. Automatic dividend reinvestment will be effective the next business day.

 

2. What accounts are eligible to participate in IBKR's Dividend Reinvestment Program?
Dividend Reinvestment is available to IB LLC, IB CAN and IB UK clients only.


3. Which securities are eligible for dividend reinvestment?
Only U.S. and Canada-listed common and preferred stocks paying cash dividends are eligible for reinvestment.


4. When does reinvestment occur?
If you are a shareholder of record as of the close of the dividend record date (see KB47) and enrolled in the dividend reinvestment program prior to the dividend payment date, IBKR will use the dividend payment to purchase additional shares of that stock on the morning of the trading day which follows confirmation of our receipt of the dividend. If a customer's credit-check fails on the day dividend was paid, the system continues to check for the next 30 days and may include it in the DRIP file when the credit-check passes. In this case the system may book a delayed DRIP trade (i.e. trade date after paydate). IBKR will also look back 30 days from the date of enrollment and will reinvest any dividends paid to the account within that 30 day time period.  Note that shares are not purchased via an issuer-sponsored reinvestment plan but rather in the open market.


5. At what price does reinvestment take place?
As shares are purchased in the open market, generally at or near the opening of trading and subject to market conditions, the price cannot determined until the total number of shares for all program participants have been purchased using combined funds. In the event that the purchase is executed in multiple smaller trades at varying prices, participants will receive the weighted-average price of such shares (i.e., each participant receives the same price). In the event IBKR is unable to reinvest the combined proceeds, each participant will receive shares on a pro rata basis (based on the dividend amount to which each participating client is entitled).

 

6. Are the full proceeds of the cash dividend available for reinvestment?
No. Only the proceeds net of commissions and taxes (if the account is subject to withholding) is reinvested.

 

7. Are dividends from shares purchased on margin and loaned by IBKR eligible for reinvestment?
Yes. If IBKR maintains a lien on shares as a result of a margin loan, the account holder will receive a cash payment in lieu of and equal to the dividend payment. This payment in lieu will be used to purchase additional shares of that stock.

 

8. Are dividends from shares loaned through IBKR’s Yield Enhancement Program eligible for reinvestment?
Yes. While IBKR makes every effort to recall shares loaned through this program prior to the dividend record date, if such shares are not recalled the account holder will receive a cash payment in lieu of and equal to the dividend payment. This payment in lieu will be used to purchase additional shares of that stock.

 

9. Is the dividend reinvestment subject to a commission charge?
Yes, standard commissions as listed on the IBKR website are applied for the purchase. Please note that the minimum commission charge is the lesser of the stated minimums (USD 1 for the Fixed structure and USD 0.35 for the Tiered structure) or 0.1% of the trade value. 

 

10. What happens if my account is subject to a margin deficiency when reinvestment occurs?
If your account is in a margin deficit and can’t initiate new positions, dividends will not be reinvested, even if you have dividend reinvestment enabled. Please note that dividend reinvestment orders are credit-checked at the time of entry—should an account go into margin deficiency at any time after that, including as a result of the end-of-day SMA check and the end of Soft Edge Margin, the account will become subject to automated liquidation.


11. Can account holders elect which securities are eligible for reinvestment?
No. Dividend reinvestment can be turned on or off for the account in its entirety and cannot be elected for a subset of securities held in the account.

 

12. What happens to cash from dividends that is insufficient to purchase a whole share?
Only in limited instances does IBKR facilitate the holding of fractional shares in an account. Any account not eligible to hold fractional shares will have the portion of the cash dividend insufficient to purchase a whole share credited to the account in the form of cash.



13. Does dividend reinvestment cover solely regular cash dividends or are special cash dividends reinvestment as well?

All cash dividends are reinvested.

 

14. What are the tax considerations associated with dividend reinvestment?

The purchase of a shares via DRIP is similar to that of any other share purchase for purposes of tax reporting. In the case of U.S. taxpayers:


- When the shares purchased via DRIP are sold they will be reported on the Form 1099B for US taxpayers in the year in which they are sold. The gain or loss will be calculated based on the FIFO method unless the account holder has selected a different method. The cost basis will be that price at which the shares were purchased and the acquisition date the date of reinvestment or purchase (not the day the dividend is paid).

- Shares purchased via dividend reinvestment are subject to wash sale calculations (i.e., if you sold a security for a loss within 30 days before or after the purchase, a wash sale will occur and that loss deferred).

- Dividend payments are subject to reporting on the Form 1099DIV as current year income even when reinvested.

In the case of non-U.S. taxpayers:

- The cash dividend is subject to U.S. tax withholding prior to reinvestment. Withholding is performed at the statutory rate or at the treaty rate, where available. All income and withholding will be reported on the Form 1042-S for the year in which the dividend payment was received.

 

Overview of Dividend Payments in Lieu ("PIL")

Payment In Lieu of a Dividend (“payment in lieu” or “PIL”) is a term commonly used to describe a cash payment to an account in an amount equivalent to the ordinary dividend. Generally, the amount paid is per share owned. In addition, the dividend in most cases is paid quarterly (i.e., four times per year). The dividend payment is classified as follows: (1) ordinary dividend; and/or (2) payment in lieu of dividend. The former designation is for a payment received directly from the issuer or its paying agent. The latter designation is used when a cash payment is received from other than the issuer or the issuer’s agent.

Payment in lieu of an ordinary dividend may be received when the shares have been bought on margin, or when the account has a subsequent margin loan due to borrowing money to facilitate the payment for additional purchases of shares or as the result of a withdrawal from the margin account. Payment in lieu of a dividend may also be received when shares are owed to the brokerage firm and have not been received by the dividend record date.

To better understand the difference between an ordinary dividend and a payment in lieu, we will explain the steps taken by IB to comply with US regulations. Each business day, the Firm analyzes the positions in each customer account, every borrow, every loan, every pledge of shares for each security held by its customers to determine how many shares are held on margin and the associated margin loan balances. For each security that is fully paid, we are required to segregate those shares in a good control location (for example, a depository or a US bank. See KB1964).  For shares that are held as collateral for a margin loan we are allowed to hypothecate and re-hypothecate shares valued up to 140 percent of the total debit balance in the customer account (See KB1967).

While the guidelines noted above for segregation of securities are clear, there are exceptions that are outside of the Firm's control. For instance, through no fault of its own, IB may have a deficit in segregated shares due to customer activity that changes the Firm’s overall segregation requirement for a security. This may be for a variety of reasons including a delay in receiving shares that have been loaned out to a counterparty after segregation requirements are recalculated and the Firm has issued a stock loan recall, sales of securities by one or more customers that reduce or eliminate margin loans, the deposit of cash by customers that similarly reduce or eliminate margin loans, or a failure of a counterparty to deliver shares for a trade settlement.

Upon issuing a recall of shares loaned, rules permit the borrower of the shares up to 3 business days to return them. The borrower of the shares is required to return them to us when we issue a recall, but if by business day 3 the shares have not been returned, IB may then issue a buy-in notice to begin the process of regaining possession of the shares. An additional 3 business days is generally needed for the purchased shares to settle and be delivered to the firm. Similarly if a counterparty fails to deliver by settlement date, shares to IB to settle a customer purchase, IB can issue a buy-in notice but the purchase of such shares are also subject to trade settlement in 3 days.

To summarize, if by the record date of a dividend certain shares have not been delivered to IB, the Firm will be paid an amount of cash that is equivalent to the dividend amount, but IB will not receive a qualified dividend payment directly from the issuer. In such cases, the Firm will receive PIL and will have no choice but to allocate such payment in lieu to customer accounts. The firm first allocates PIL to those accounts who hold the shares as collateral for a margin loan. If, after PIL is allocated to all shareholders whose accounts are not fully paid, any portion of PIL remains to be paid, it is allocated on a pro-rata basis to each remaining client account.

Account holders should be aware that a PIL may have different tax consequences than an ordinary dividend and should consult a tax advisor to understand such differences and whether they apply to their particular situation.

Considerazioni sull'esercizio di opzioni di acquisto prima della scadenza

INTRODUZIONE

In genere, l'esercizio delle opzioni di acquisto su titoli azionari prima della relativa scadenza non apporta alcun vantaggio, in quanto:

  • comporta la perdita del valore temporale residuo delle opzioni;
  • richiede un ulteriore impegno di capitale per il pagamento e/o finanziamento della consegna del titolo; e
  • può esporre il titolare dell'opzione a maggiori rischi di perdita sull'azione relativa al premio dell'opzione.

Tuttavia, i titolari di conti in grado di far fronte a un aumento di capitale e/o requisito di assunzione in prestito, e a un ulteriore rischio di mercato potenzialmente maggiore, possono trarre vantaggio dall'esercizio anticipato delle opzioni di acquisto di tipo americano nel tentativo di realizzare un dividendo futuro.

PREMESSA

Premettendo che i titolari di opzioni di acquisto non hanno diritto a percepire dividendi sulle azioni sottostanti, in quanto tali dividendi spettano solamente ai titolari delle azioni a partire dalla data di registrazione del dividendo, il prezzo dei titoli, a parità di altre condizioni, dovrebbe diminuire di un importo pari al valore del dividendo alla data di stacco cedola. Per quanto la teoria dei prezzi delle opzioni suggerisca che il prezzo di acquisto rifletterà il valore scontato dei dividendi attesi corrisposti nel corso della durata di suddetto prezzo, anch'esso potrebbe diminuire alla data di stacco cedola.  Le condizioni che rendono tale ipotesi altamente possibile e favoriscono la scelta dell'esercizio anticipato sono le seguenti:

1. l'opzione è profondamente in the money e ha un delta pari a 100;

2. l'opzione ha un valore temporale scarso o nullo;

3. il dividendo è piuttosto alto e la data di stacco cedola precede quella della scadenza dell'opzione. 

ESEMPI

Per illustrare l'impatto di queste condizioni sulla decisione di esercizio anticipato, si consideri un conto che detiene un saldo di liquidità positivo pari a 9,000 USD e una posizione di acquisto lunga su un'ipotetica azione "ABC" con un prezzo di esercizio di 90.00 USD e una durata residua di 10 giorni. ABC, che è attualmente scambiata a 100.00 USD, ha dichiarato un dividendo pari a 2.00 USD per azione con la data di stacco cedola prevista per il giorno successivo. Si presuma, inoltre, che il prezzo dell'opzione e quello del titolo azionario si comportino in modo analogo e subiscano un calo pari all'importo del dividendo alla data di stacco cedola.

A questo punto, riesamineremo la decisione di esercizio con l'intento di mantenere una posizione delta di 100 azioni e massimizzare il capitale complessivo in base a due ipotesi sui prezzi, una secondo la quale l'opzione è venduta in condizione di parità, ed un'altra, in cui questa è venduta oltre la parità.

I IPOTESI: prezzo dell'opzione scambiato alla pari: 10.00 USD
Nel caso in cui il prezzo dell'opzione sia scambiato alla pari, l'esercizio anticipato permette di mantenere il delta della posizione ed evitare la perdita di valore dell'opzione lunga quando l'azione è scambiata ex-cedola, al fine di proteggere il capitale. In questo caso, i proventi in contanti sono interamente impiegati per l'acquisto dell'azione al prezzo di esercizio, il premio dell'opzione viene perso e l'azione, al netto del dividendo, viene accreditata sul conto insieme al dividendo maturato.  Se si intende ottenere lo stesso risultato vendendo l'opzione prima della data di stacco cedola e acquistando l'azione, è bene tenere in considerazione le commissioni e gli spread:

I IPOTESI

Componenti 

del conto

Saldo

iniziale

Esercizio

anticipato

Nessuna operazione


Vendita dell'opzione e

acquisto dell'azione

Liquidità 9,000 USD 0 USD 9,000 USD 0 USD
Opzione 1,000 USD 0 USD 800 USD 0 USD
Azione 0 USD 9,800 USD 0 USD 9,800 USD
Dividendo maturato 0 USD 200 USD 0 USD 200 USD
Capitale complessivo 10,000 USD 10,000 USD 9,800 USD 10,000 USD meno  commissioni/spread

 

 

II IPOTESI: prezzo delle opzioni al di sopra della parità: 11.00 USD
Nel caso in cui l'opzione sia scambiata al di sopra della parità, un esercizio anticipato finalizzato all'ottenimento del dividendo potrebbe non risultare economicamente vantaggioso. Secondo questa ipotesi, l'esercizio anticipato comporterebbe una perdita di 100 USD in termini di valore temporale dell'opzione, mentre la vendita dell'opzione e il successivo acquisto dell'azione, al netto delle commissioni, potrebbe rivelarsi un'operazione meno vantaggiosa del non effettuare alcuna operazione. In questa circostanza la misura da preferire è quella di non adottare alcuna misura.

II IPOTESI

Componenti

del conto

Saldo

iniziale

Esercizio

anticipato

Nessuna operazione


Vendita dell'opzione e acquisto dell'azione

Liquidità 9,000 USD 0 USD 9,000 USD 100 USD
Opzione 1,100 USD 0 USD 1,100 USD 0 USD
Azione 0 USD 9,800 USD 0 USD 9,800 USD
Dividendo maturato 0 USD 200 USD 0 USD 200 USD
Capitale complessivo 10,100 USD 10,000 USD 10,100 USD 10,100 USD meno commissioni/spread

  

N.B.: i titolari di conti che detengono una posizione di acquisto lunga quale parte dello spread dovrebbero prestare particolare attenzione ai rischi derivanti dal mancato esercizio del segmento lungo, data la possibilità che venga assegnato al segmento corto.  Si prega di notare che l'assegnazione di un'opzione di acquisto corta determina una posizione azionaria corta e, alla data di registrazione del dividendo, i titolari di posizioni azionarie corte sono tenuti al pagamento del dividendo al prestatore delle azioni. Inoltre, la procedura di elaborazione della stanza di compensazione relativa alle notifiche di esercizio non accetta l'invio delle notifiche di esercizio in risposta all'assegnazione.

Si consideri, per esempio, un call spread (al ribasso) creditizio su SPDR S&P 500 ETF Trust (SPY) costituito da 100 contratti short al prezzo di esercizio di 146 USD a marzo 2013 e 100 contratti long al prezzo di esercizio di 147 USD a marzo 2013.  Il 14 marzo 2013 lo SPY Trust dichiara un dividendo di 0.69372 USD per azione, pagabile il 30 aprile 2013 agli azionisti registrati alla data del 19 marzo 2013. Considerando il termine del regolamento di tre giorni lavorativi per le azioni statunitensi, l'investitore avrebbe dovuto acquistare l'azione o esercitare l'opzione di acquisto non più tardi del 14 marzo 2013 per poter realizzare un dividendo, in quanto il giorno successivo l'azione ha iniziato a essere scambiata ex-cedola. 

Il 14 marzo 2013, a un giorno di trading dalla scadenza, i due contratti di opzioni sono stati scambiati alla pari, indicando un rischio massimo di 100 USD per contratto o di 10,000 USD sulla posizione di 100 contratti. Tuttavia, il mancato esercizio del contratto lungo, al fine di ottenere il dividendo e tutelarsi dalla possibile assegnazione su contratti corti da parte della concorrenza, ha causato un ulteriore rischio pari a 67.372 USD per contratto o 6,737.20 USD sulla posizione che riflette il pagamento obbligatorio del dividendo in caso di assegnazione di tutte le opzioni di acquisto corte.  Come illustrato nella tabella sottostante, nel caso in cui il segmento dell'opzione azionaria corta non venisse assegnato, il massimo rischio possibile, al momento della definizione del finale prezzo di regolamento del contratto in data 15 marzo 2013, sarebbe rimasto pari a 100 USD per contratto.

Data Chiusura SPY Op. call 146 USD mar '13 Op. call 147 USD mar '13
14 marzo 2013 156.73 USD 10.73 USD 9.83 USD
15 marzo 2013 155.83 USD   9.73 USD 8.83 USD

Si prega di notare che, se il proprio conto è soggetto ai requisiti in materia di ritenute d'imposta ai sensi della normativa 871(m) del Ministero del Tesoro statunitense, potrebbe rivelarsi vantaggioso chiudere una posizione lunga su opzioni prima della data di stacco cedola e riaprire la posizione dopo tale data.

Per informazioni relative alle modalità di inoltro delle notifiche di esercizio anticipato, si prega di cliccare qui.

Il presente articolo è fornito esclusivamente a scopo informativo e non è da intendersi come una raccomandazione o un suggerimento di investimento, né intende suggerire che l'esercizio anticipato sia vantaggioso e/o appropriato per tutti i clienti e/o tutte le transazioni. I titolari di conto sono pregati di rivolgersi a un consulente fiscale per verificare le eventuali conseguenze fiscali derivanti dall'esercizio anticipato, prestando, inoltre, particolare attenzione ai potenziali rischi derivanti dalla sostituzione di posizioni lunghe su opzioni con posizioni lunghe su azioni.

Date fondamentali relative ai dividendi azionari

Overview: 

Di seguito vengono illustrate le date fondamentali relative ai dividendi azionari:

1. Data di dichiarazione dei dividendi: la data in cui il Consiglio di amministrazione della società approva il pagamento dei dividendi e stabilisce la Data di pagamento e la Data di registrazione.

2. Data di registrazione: la data in cui vengono individuati gli azionisti legittimati al pagamento del dividendo. Si ha diritto al pagamento del dividendo solo se si è in possesso delle azioni alla chiusura della Data di registrazione.

3. Data di stacco cedola: la data in cui, o a seguito della quale, le azioni vengono negoziate senza il diritto al dividendo. Siccome la maggior parte delle operazioni finanziarie negli Stati Uniti vengono regolate in modo regolare, ovvero, tre giorni lavorativi dopo la transazione, è necessario acquistare le azioni tre giorni lavorativi prima della Data di registrazione per poter essere legittimati al pagamento del dividendo. La Data di stacco cedola precede di due giorni quella di registrazione.

4. Data di pagamento: la data in cui i dividendi dichiarati vengono pagati a tutti gli azionisti in possesso di quote alla Data di registrazione.

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