Considerazioni sull'esercizio di opzioni call prima della scadenza

INTRODUZIONE

Generalmente esercitare opzioni call su titoli azionari prima della loro scadenza non apporta alcun vantaggio, in quanto:

  • comporta la perdita del valore temporale residuo delle opzioni;
  • richiede un ulteriore impegno di capitale per il pagamento e/o finanziamento della consegna dei titoli;
  • può esporre il titolare delle opzioni a rischi di perdita superiori sui titoli rispetto al premio delle opzioni.

Tuttavia, i titolari di conti in grado di far fronte a un aumento di capitale e/o prestito e a un rischio di mercato potenzialmente maggiore possono trarre vantaggio dall'esercizio anticipato di opzioni call di tipo americano nel tentativo di ottenere un futuro dividendo.

PREMESSA

Premettendo che i titolari di opzioni call non sono legittimati al pagamento dei dividendi sui titoli sottostanti, in quanto essi spettano solo ai titolari delle azioni a partire dalla data di registrazione del dividendo, il prezzo dei titoli, a parità di condizioni, dovrebbe diminuire di un importo pari al valore del dividendo alla data di stacco cedola. Secondo la teoria dei prezzi delle opzioni, il prezzo corrente di acquisto dovrebbe corrispondere al valore scontato del potenziale dividendo pagato durante la sua durata, ciò nonostante il prezzo potrebbe crollare alla data di stacco cedola.  Nella seguente casistica tale scenario risulta altamente possibile ed è preferibile optare per un esercizio anticipato:

1. l'opzione è profondamente in the money e con un delta pari a 100;

2. l'opzione ha valore temporale scarso o nullo;

3. il dividendo è relativamente alto e la data di stacco cedola precede quella di scadenza dell'opzione. 

ESEMPI

Per illustrare l'impatto di questa casistica sulla decisione di esercizio anticipato, si consideri un conto che detiene un saldo di liquidità pari a 9,000 USD e una posizione call lunga di un'ipotetica azione "ABC" con un prezzo di esercizio di 90.00 USD e una durata residua di 10 giorni. ABC, che attualmente viene scambiata a 100.00 USD, dichiara un dividendo pari a 2.00 USD per titolo nella giornata precedente alla data di stacco cedola. Si presuma, inoltre, che il prezzo dell'opzione e quello del titolo azionario si comportino in modo analogo e subiscano un calo pari al valore del dividendo alla data di stacco cedola.

A questo punto si riesamini la decisione di esercizio nell'intento di mantenere il delta della posizione 100 e massimizzare il capitale complessivo secondo due scenari relativi ai prezzi delle opzioni: il primo, in cui l'opzione viene scambiata in condizione di parità, e il secondo, in cui viene scambiata oltre la parità.

I SCENARIO: prezzo delle opzioni alla pari: 10.00 USD
In caso di opzioni scambiate alla pari, l'esercizio anticipato permette di mantenere il delta della posizione ed evitare la perdita di valore dell'opzione lunga qualora il titolo venga negoziato ex dividendo. In tal caso, tutti gli incassi vengono impiegati per l'acquisto del titolo al prezzo di esercizio, il premio dell'opzione viene perso e il titolo, al netto del dividendo, viene accreditato sul conto insieme al dividendo maturato.  Lo stesso risultato è possibile vendendo l'opzione prima della data di stacco cedola e acquistando il titolo:

I SCENARIO

Componenti 

del conto

Saldo

iniziale

Esercizio

anticipato

Inattività


Vendita opzioni e

acquisto titoli

Liquidità 9,000 USD 0 USD 9,000 USD 0 USD
Opzione 1,000 USD 0 USD 800 USD 0 USD
Titolo 0 USD 9,800 USD 0 USD 9,800 USD
Dividendo maturato 0 USD 200 USD 0 USD 200 USD
Capitale totale 10,000 USD 10,000 USD 9,800 USD 10,000 USD

 

 

II SCENARIO: prezzo delle opzioni sopra la parità: 11.00 USD
In caso di opzioni scambiate sopra la parità, un esercizio anticipato finalizzato al raggiungimento di uno sconto potrebbe non rivelarsi vantaggioso, per quanto preferibile all'inattività. In tale scenario l'esercizio anticipato comporterebbe una perdita di 100 USD in termini di valore temporale delle opzioni, e l'inattività a una perdita pari a 200 USD di dividendo. In questa circostanza è preferibile vendere l'opzione per sfruttarne il valore temporale e acquistare il tiolo per realizzare il dividendo.

II SCENARIO

Componenti

del conto

Saldo

iniziale

Esercizio

anticipato

Inattività


Vendita opzioni &

acquisto titoli

Liquidità 9,000 USD 0 USD 9,000 USD 100 USD
Opzione 1,100 USD 0 USD 900 USD 0 USD
Titolo 0 USD 9,800 USD 0 USD 9,800 USD
Dividendo maturato 0 USD 200 USD 0 USD 200 USD
Capitale totale 10,100 USD 10,000 USD 9,900 USD 10,100 USD

  

NB: i titolari di conti che detengono una posizione call lunga quale parte dello spread dovrebbero prestare particolare attenzione ai rischi derivanti dal mancato esercizio del segmento lungo, data la possibilità che venga assegnato al segmento corto.  Si prega di notare che l'assegnazione di opzioni call corte determina posizioni corte su titoli azioniari, e, a partire dalla data di registrazione del dividendo, i titolari di tali posizioni sono tenuti al pagamento del dividendo al prestatore dei titoli. Inoltre, la procedura di elaborazione della camera di compensazione relativa alle notifiche di esercizio non accetta l'avviso di esercizio in risposta all'assegnazione.

Si consideri, per esempio, un credit call spread (al ribasso) su SPDR S&P 500 ETF Trust (SPY) costituito da 100 contratti short al prezzo di esercizio di 146 USD nel marzo 2013 e 100 contratti long al prezzo di esercizio di 147 USD nel marzo 2013.  In data 14 marzo 2013 lo SPY Trust dichiara un dividendo di 0.69372 USD per titolo, pagabile il 30 aprile 2013 agli azionisti registrati alla data del 19 marzo 2013. A seguito dei tre giorni lavorativi necessari al pagamento dei titoli americani, gli investitori dovrebbero acquistare il titolo o esercitare l'opzione call entro il 14 marzo 2013 per poter ottenere un dividendo, in quanto il giorno successvo tale titolo verrà scambiato ex dividendo. 

In data 14 marzo 2013, a un giorno dalla scadenza delle negoziazioni, i due contratti di opzioni sono stati negoziati alla pari, indicando un rischio massimo di 100 USD per contratto o di 10,000 USD sulla posizione di 100 contratti. Tuttavia, il mancato esercizio del contratto lungo, dovuto all'intento di ottenere il dividendo e tutelarsi dalla possibile assegnazione su contratti corti da parte della concorrenza, ha causato un ulteriore rischio pari a 67.372 USD per contratto o 6,737.20 USD sulla posizione equivalente al pagamento dividendo obbligatorio in caso di assegnazione di opzioni call corte.  Come illustrato nella tabella sottostante, qualora il segmento delle opzioni corte non venga assegnato, in data 15 marzo 2013, al momento della definizione del prezzo di liquidazione del contratto finale, il massimo rischio possibile sarebbe pari a 100 USD per contratto.

Data Chiusura SPY Op. call 146 mar '13 Op. call 147 mar '13
14 marzo 2013 156.73 USD 10.73 USD 9.83 USD
15 marzo 2013 155.83 USD   9.73 USD 8.83 USD

Per informazioni relative alle modalità di inoltro di un avviso di esercizio anticipato si prega di visitare il sito web di IB.

 

Il presente articolo è fornito a scopo esclusivamente informativo e non costituisce né una raccomandazione né un consiglio sugli investimenti, e non intende suggerire che l'esercizio anticipato sia vantaggioso e/o appropriato per tutti i clienti e/o investitori. I titolari dei conti sono tenuti a rivolgersi a consulenti fiscali per la verifica di eventuali conseguenze relative all'esercizio anticipato. Sono, inoltre, pregati di prestare particolare attenzione ai potenziali rischi derivanti dalla sostituzione di posizioni lunghe su opzioni con posizioni lunghe su titoli.

Utili

Di norma le società nordamericane quotate in borsa sono tenute ad annunciare gli utili a cadenza trimestrale. Tali annunci, contenenti una miriade di statistiche, inclusi i dati su margini e fatturato, e spesso anche stime sulle prospettive di redditività aziendale, possono arrivare a determinare una variazione significativa nel prezzo di mercato delle azioni di una certa società. Dal punto di vista del trading su opzioni, ciò che è in grado di provocare la volatilità delle azioni influenza anche il prezzo di vendita delle relative opzioni, e l'annuncio degli utili non fa differenza.

Gli investitori di opzioni cercano spesso di anticipare la reazione del mercato a tali annunci, sapendo che, all'avvicinarsi della data di comunicazione degli utili, la volatilità implicita, fattore determinante per il prezzo delle opzioni, aumenta regolarmente, mentre la pendenza della skew, ovvero la differenza di volatilità implicita tra opzioni at the money e opzioni out of the money, aumenta costantemente. La dimensione di questi aggiustamenti è spesso influenzata dai valori storici. I titoli che in passato hanno mostrato variazioni significative a seguito degli annunci degli utili hanno spesso opzioni più costose.

In genere non vi sono indici o società simili a copertura del rischio legato agli utili, che viene definito idiosincratico, in quanto varia in base ai singoli titoli. Azioni generalmente ben correlate possono reagire in modo del tutto diverso, determinando prezzi divergenti o indici con variazioni limitate. Di conseguenza, in tali circostanze non esiste una singola strategia valida per la negoziazione di opzioni. È bene che gli investitori abbiano aspettative molto chiare sul potenziale andamento delle azioni, e che scelgano una combinazione di opzioni potenzialmente redditizia.

In caso di mercato eccessivamente ottimistico in merito alle stime degli utili di una società, acquistare straddle oppure opzioni put out of the money e sperare in un forte movimento dei prezzi può dimostrarsi un approccio semplice, per quanto spesso costoso. Del resto, anche affidarsi alla strategia opposta può rivelarsi vantaggioso, laddove la volatilità implicita nel mese piú prossimo appaia troppo alta; tuttavia, si rischia di incorrere in gravi perdite se le opzioni short scoperte sono accompagnate da una forte crescita delle azioni. Gli investitori possono approfittare della forte volatilità del mese piú prossimo optando per un calendar spread, ovvero vendendo un'opzione put del mese piú prossimo e riacquistandola con lo stesso prezzo di esercizio nel mese successivo. È possibile realizzare il massimo potenziale di profitto se le azioni vengono scambiate al prezzo di esercizio, poichè le opzioni del mese piú prossimo decadono molto più velocemente rispetto alle ben più costose opzioni con scadenza piú lontana. È bene ricordare che le perdite sono limitate al prezzo iniziale dell'investimento.

A volte un'elevata pendenza della skew è accompagnata da timori eccessivi laddove opzioni put out of the money mostrino una volatilità implicita costantemente più elevata rispetto alle opzioni at the money. Gli investitori che si avvalgono di spread verticali possono sfruttare al meglio questo fenomeno. Infatti, chi si aspetta un mercato al ribasso può acquistare opzioni put at the money e vendere opzioni put out of the money. Tuttavia, se questa strategia, da un lato, permette all'acquirente di sostenere parte dei costi di un'opzione particolarmente costosa, dall'altro può limitare il profitto dell'investimento qualora l'azione scenda al di sotto del prezzo di esercizio inferiore. Coloro che, invece, si aspettano un mercato al rialzo possono vendere un'opzione put out of the money e acquistarne una con prezzo di esercizio ancora inferiore. Quand'anche l'investitore acquisti opzioni di maggior volatilità, potrà continuare a trarne vantaggio fintanto che le azioni rimangano al di sopra del prezzo di esercizio più alto, limitando la perdita alla differenza tra i due prezzi di esercizio.

Il presente articolo è fornito a scopo esclusivamente informativo e non costituisce né una raccomandazione né un invito all'acquisto o alla vendita di titoli. La negoziazione di opzioni implica un rischio elevato. Prima di negoziare opzioni si prega di leggere l'informativa "Caratteristiche e rischi delle opzioni standardizzate." Il cliente è l'unico responsabile delle proprie scelte finanziarie. 

Ergebniszahlen

Börsennotierte Gesellschaften in Nordamerika sind grundsätzlich dazu verpflichtet, vierteljährlich ihre Ergebniszahlen zu veröffentlichen. Diese Bekanntgaben beinhalten eine ganze Reihe aussagekräftiger Statistiken, z. B. Daten zu Umsätzen und Margen sowie häufig auch Prognosen zur zukünftigen Rentabilität des Unternehmens, und können zu erheblichen Bewegungen im Börsenkurs der Aktien des Unternehmens führen. Aus der Perspektive des Optionshandels hat jedes Ereignis, das die Volatilität einer Aktie beeinflussen kann, eben so Auswirkungen auf die Kursentwicklung der Optionen auf diese Aktie. Die Bekanntgabe von Ergebniszahlen bildet dabei keine Ausnahme.

Optionshändler versuchen häufig, die Reaktion des Marktes auf neue Ergebniszahlen zu vorherzusehen. Sie wissen, dass die implizite Volatilität, der Schlüssel zur Optionspreisbestimmung, stetig steigen wird, während die Schiefe („Skew“) - d. h. die Differenz zwischen der impliziten Volatilität am Geld und aus dem Geld liegender Optionen - stetig steiler wird, je näher das Veröffentlichungsdatum der Ergebniszahlen rückt. In welchem Maß diese Anpassungen erfolgen, beruht oftmals auf historischen Ursachen. Optionen auf Aktien, die in der Vergangenheit erhebliche Kursbewegungen nach der Bekanntgabe von Ergebniszahlen verzeichnet haben, sind häufig teurer.

Ertragsrisiken sind idiosynkratisch, d. h. sie sind zumeist Aktien-spezifisch und lassen sich nicht einfach gegen einen Index oder ein vergleichbares Unternehmen absichern. Aktien, die für gewöhnlich recht ausgeprägt korrelieren, können sehr unterschiedlich reagieren, was zu divergierenden Aktienkursen und gebremsten Indexentwicklungen führen kann. Folglich gibt es keine „Patentstrategie“, die grundsätzlich für den Handel mit Optionen unter diesen Umständen geeignet ist. Händler müssen sehr klare Erwartungen in Bezug auf die potenzielle Kursbewegung der Aktie haben und auf dieser Basis entscheiden, mit welcher Optionskombination sich voraussichtlich das lukrativste Ergebnis erzielen lässt, sofern die Annahmen des Händlers zutreffen.

Erscheint der Markt übermäßig optimistisch in Bezug auf die Ertragsaussichten eines Unternehmens, so kann der Händler relativ einfach (wenn auch häufig zu hohen Kosten) einen Straddle oder eine aus dem Geld liegende Put-Position erwerben und auf eine starke Kursbewegung hoffen. Von der entgegengesetzten Aussicht zu profitieren, wenn die impliziten Volatilitäten für den nächsten Fälligkeitsmonat zu hoch erscheinen, kann ebenfalls lukrativ sein, kann aber im Falle einer starken Aufwärtsbewegung des Aktienkurses auch zu erheblichen Verlusten bei ungedeckten Short-Optionen führen. Händler können die hohe Volatilität für den nächsten Fälligkeitsmonat nutzen, indem sie einen Kalender-Spread eingehen, d. h. einen Put für den nächsten Fälligkeitsmonat verkaufen und einen Put mit demselben Ausübungskurs für den Folgemonat kaufen. Der maximale Gewinn wird erzielt, wenn die Aktie zum Ausübungskurs gehandelt wird, während die Option für den nächsten Fälligkeitsmonat deutlich schneller an Wert verliert als die teurere Option mir der längeren Laufzeit. Der mögliche Verlust beschränkt sich auf den anfänglichen Handelspreis.

Gelegentlich drückt sich eine übermäßige Besorgnis durch eine extrem steile Schiefe aus, wobei aus dem Geld liegende Put-Optionen deutlich höhere implizite Volatilitäten verzeichnen als am Geld liegende Optionen. Händler, die Vertical Spreads nutzen, können aus diesem Phänomen Profit ziehen. Auf fallende Kurse spekulierende Händler können einen am Geld liegenden Put kaufen und gleichzeitig einen aus dem Geld liegenden Put verkaufen. Dies ermöglicht es dem Käufer, einen Teil der Kosten für die hochpreisige Option zu decken, wobei allerdings der Gewinn aus dieser Transaktion begrenzt wird, falls der Aktienkurs unter den niedrigeren Ausführungskurs sinkt. Andererseits können diejenigen Händler, denen der Markt übermäßig pessimistisch erscheint, einen aus dem Geld liegenden Put verkaufen und einen Put mit einem noch geringeren Ausübungspreis kaufen. Obwohl der Händler die Option mit der höheren Volatilität kauft, kann er mit dieser Strategie einen Gewinn erzielen, solange der Aktienkurs oberhalb des höheren Ausübungskurses bleibt, während der Verlust auf die Differenz zwischen den beiden Ausübungskursen begrenzt ist.

Dieser Artikel wird ausschließlich zu Informationszwecken bereitgestellt und stellt keine Empfehlung oder Werbung für den Kauf oder Verkauf von Wertpapieren dar. Der Optionshandel kann erhebliche Risiken bergen. Bitte lesen Sie die Informationen zu „Besonderheiten und Risiken standardisierter Optionen“, bevor Sie in den Handel mit Optionen einsteigen. Kunden tragen die alleinige Verantwortung für ihre eignen Handelsentscheidungen.

Wissenswertes zur vorzeitigen Ausübung von Call-Optionen

EINFÜHRUNG

Die Ausübung einer Aktien-Call-Option vor Ende der Laufzeit bietet im Regelfall keine finanziellen Vorteile, denn:

  • es bedeutet, das jeglicher verbleibende Zeitwert der Option verfällt;
  • es erfordert einen höheren Kapitaleinsatz zur Zahlung oder Finanzierung der Bereitstellung der Aktien; und
  • für den Inhaber der Option steigt unter Umständen das Risiko eines Verlustes an den Aktien im Verhältnis zur Optionsprämie.

Dennoch kann es für Depotinhaber, die über die Voraussetzungen verfügen, um erhöhte Kapital- oder Leihanforderungen zu erfüllen und das ggf. erhöhte Verlustrisiko tragen zu können, finanziell von Vorteil sein, die vorzeitige Ausübung einer amerikanischen Call-Option zu beantragen, um von einer bevorstehenden Dividendenausschüttung zu profitieren.

HINTERGRUND

Als Informationshintergrund sei erwähnt, der Inhaber einer Call-Option nicht berechtigt ist, eine Dividende auf die zugrunde liegende Aktie zu beziehen, da der Anspruch auf diese Dividende ausschließlich für den Inhaber der Dividende zum Dividendenstichtag entsteht.  Bei ansonsten gleichen Bedingungen sollte der Kurs der Aktie um den Betrag sinken, der der Höhe der Dividende am Ex-Tag entspricht. Während die Optionspreistheorie davon ausgeht, dass der Call-Kurs den diskontierten Wert der erwarteten Dividendenausschüttungen über die Laufzeit hinweg abbildet, kann dieser jedoch auch am Ex-Tag fallen. Die folgenden Umstände machen den Eintritt dieses Szenarios besonders wahrscheinlich und die vorzeitige Ausübung der Option vorteilhaft:

1. Die Option steht tief im Geld und verfügt über einen Delta-Wert von 100.

2. Die Option verfügt lediglich über einen geringen oder keinen verbleibenden Zeitwert.

3. Der Dividendenbetrag ist relativ hoch und der Ex-Tag liegt vor dem Fälligkeitsdatum der Option. 

BEISPIELE

Um die Auswirkungen dieser Umstände mit Blick auf die Entscheidung über eine vorzeitige Ausübung zu veranschaulichen, sei als Beispiel ein Depot gegeben, in dem sich Long-Cash-Guthaben in Höhe von $9,000  und eine Long-Call-Position auf eine fiktive Aktie „ABC“ mit einem Ausübungskurs von $90.00 und einer verbleibenden Laufzeit von 10 Tagen befindet. ABC wird aktuell zu einem Kurs von $100.00 gehandelt und es wurde eine Dividendenausschüttung in Höhe von $2.00 pro Aktie mit dem morgigen Tag als Ex-Tag angekündigt. Weiterhin sei angenommen, dass der Kurs der Option und der Aktienkurs sich ähnlich verhalten und am Ex-Tag um den Dividendenbetrag fallen.

Unter diesen Voraussetzungen werden wir die Ausübungsentscheidung unter der Absicht betrachten, die 100-Aktien-Delta-Position beizubehalten und das Gesamteigenkapital zu maximieren, indem wir zwei Optionskursannahmen verwenden: Im ersten Fall wird die Option bei Parität verkauft und im zweiten Fall über Parität.

SZENARIO 1: Optionskurs bei Parität - $10.00
Wird eine Option bei Parität gehandelt, ermöglicht die vorzeitige Ausübung die Erhaltung des Delta der Position und umgeht den Wertverlust in der Long-Option, wenn die Aktie ex-Dividende gehandelt wird. In diesem Fall werden die Barerträge vollständig eingesetzt, um die Aktien bei Ausübung zu kaufen. Die Optionsprämie verfällt und die Aktie (abzüglich des Dividendenbetrags) und die zahlbare Dividende werden dem Depot gutgeschrieben. Das gleiche Endergebnis kann durch den Verkauf der Option vor dem Ex-Tag und den Kauf der Aktie erzielt werden:

SZENARIO 1

Bestandteile des

Depots

Kontostand

zu Beginn 

Vorzeitige

Ausübung

Keine

Maßnahme

Verkauf der Option &

Kauf der Aktie

Barmittel $9,000 $0 $9,000 $0
Optionen $1,000 $0 $800 $0
Aktien $0 $9,800 $0 $9,800
Zahlbare Dividende $0 $200 $0 $200
Gesamteigenkapital $10,000 $10,000 $9,800 $10,000

 

 

SZENARIO 2: Optionskurs über Parität - $11.00
Wird eine Option oberhalb der Paritätsgrenze gehandelt, ist die vorzeitige Ausübung der Option zur Ausnutzung des Abschlags zwar besser als keinerlei Maßnahmen zu ergreifen, aber nicht unbedingt finanziell vorteilhaft. In diesem Szenario würde die vorzeitige Ausübung zu einem Verlust von $100 Optionszeitwert führen, während Untätigkeit einen Verlust der $200 Dividendenwert bedeuten würde. Die beste Vorgehensweise wäre hier der Verkauf der Option zur Gewinnung des Zeitwerts und der Kauf der Aktie, um die Dividende zu erhalten.

SZENARIO 2

Bestandteile des

Depots

Kontostand

zu Beginn

Vorzeitige

Ausübung

Keine

Maßnahme

Verkauf der Option &

Kauf der Aktie

Barmittel $9,000 $0 $9,000 $100
Optionen $1,100 $0 $900 $0
Aktien $0 $9,800 $0 $9,800
Zahlbare Dividende $0 $200 $0 $200
Gesamteigenkapital $10,100 $10,000 $9,900 $10,100

  

HINWEIS: Depotinhaber, die eine Long-Call-Position als Bestandteil eines Spreads halten, sollten insbesondere die Risiken einer Nicht-Ausübung der Long-Seite des Spreads in Anbetracht der Wahrscheinlichkeit einer Zuteilung für die Short-Seite des Spreads bedenken. Bitte beachten Sie, dass die Zuteilung eines Short-Calls zu einer Short-Position für die entsprechende Aktie führt und Inhaber von Short-Positionen einer Aktie zum Dividendenstichtag verpflichtet sind, die Dividende an den Verleiher der Aktien zu zahlen. Darüber hinaus erlaubt der Bearbeitungsprozess für Ausübungsanträge der Clearingstelle keine Einreichung von Ausübungsanträgen als Reaktion auf eine Zuteilung.

Nehmen wir als Beispiel einen Credit-Call-(Baisse-)Spread für den SPDR S&P 500 ETF Trust (SPY), bestehend aus 100 Short-Kontrakten für März '13 $146 und 100 Long-Kontrakten für März '13 $147. Am 14. März 2013 kündigte der SPY Trust eine Dividende von $0.69372 pro Aktie mit Ausschüttung am 30. April 2013 für registrierte Aktieninhaber zum Stand vom 19. März 2013 als Stichtag an. Angesichts der Abwicklungsfrist von 3 Geschäftstagen für US-Aktien hätte der Kauf der Aktien oder die Ausübung der Call-Option spätestens am  14. März 2013 erfolgen müssen, um Anspruch auf die Dividende zu erhalten, da die Aktie ab dem folgenden Tag ex-Dividende gehandelt wurde. 

Am 14. März 2013, mit einem verbleibenden Handelstag bis zur Fälligkeit, wurden die beiden Optionskontrakte bei Parität gehandelt, was einem maximalen Risiko von 100 US-Dollar pro Kontrakt bzw. 10,000 US-Dollar für die Position von 100 Kontrakten entspricht. Jedoch wurde die Gelegenheit versäumt, die Long-Kontrakte auszuüben um die Dividende zu erhalten und sich für den wahrscheinlichen Fall einer Zuteilung für die Short-Kontrakte aufgrund anderer nach der Dividende strebender Anleger abzusichern. In der Folge entstand ein zusätzliches Risiko von $67.372 pro Kontrakt bzw. $6,737.20 für die Gesamtposition, was der Dividendenzahlungsverpflichtung im Falle einer Zuteilung aller Short-Calls entspricht. Wie sich der nachstehenden Tabelle entnehmen lässt, wäre das maximale Risiko bei Ermittlung der endgültigen Abwicklungskurse am 15. März 2013 bei $100 pro Kontrakt verblieben, wenn für die Short-Optionsseite keine Zuteilung erfolgt wäre.

Datum SPY Schlusskurs März '13 $146 Call März '13 $147 Call
14. März 2013 $156.73 $10.73 $9.83
15. März 2013 $155.83   $9.73 $8.83

Weitere Informationen dazu, wie Sie einen Antrag auf vorzeitige Ausübung einreichen, erhalten Sie auf der IB-Website.

 

Der vorstehende Artikel wird ausschließlich zu Informationszwecken bereitgestellt. Er stellt keine Empfehlung oder Handelsberatung dar und vertritt nicht die Einschätzung, dass die vorzeitige Ausübung von Optionen für alle Kunden und Transaktionen gewinnbringend oder angemessen ist. Depotinhaber sollten einen Steuerexperten konsultieren, um zu ermitteln, ob und in welcher Form eine vorzeitige Ausübung zu steuerlichen Konsequenzen führen kann, und sollten besonderes Augenmerk auf mögliche Risiken beim Ersatz einer Long-Optionsposition durch eine Long-Aktienposition richten.

Consideraciones para ejercitar opciones call antes del vencimiento

INTRODUCCIÓN

El ejercicio de una opción call antes del vencimiento no proporciona, normalmente, un beneficio económico, ya que:

  • Tiene como resultado la pérdida de cualquier valor temporal de la opción que quede;
  • Requiere una mayor inversión de capital para el pago o financiación de la entrega de acciones; y
  • Puede exponer al titular de la opción a un mayor riesgo de pérdida sobre la acción en relación con la prima de la opción.

Aún así, para titulares de cuenta que tengan la capacidad de cumplir los requisitos de préstamo o de aumento de capital y de hacer frente a un riesgo potencialmente mayor de caída del mercado, puede ser económicamente beneficioso solicitar un ejercicio temprano de una opción call de tipo americano para capturar un próximo dividendo.

TRASFONDO

Como trasfondo, el titular de una opción call no tiene derecho a recibir un dividendo de la acción subyacente ya que este dividendo solo se devenga para los titulares de acciones en la fecha de cierre de registro de su dividendo. En igual de condiciones, el precio de la acción debería decaer en una cantidad igual al dividendo en la fecha ExDividendo. Aunque la teoría del precio de opciones sugiere que el precio call reflejará el valor descontado de los dividendos esperados pagados durante su duración, es posible que decline en la fecha exdividendo.  Las condiciones que convierten este escenario en más probable y que hacen más favorable la decisión de un ejercicio temprano son las siguientes:

1. La opción está muy en dinero y tiene una delta de 100;

2. La opción no tiene valor temporal o tiene muy poco;

3. El dividendo es relativamente elevado y su fecha ex precede a la fecha de vencimiento de la opción.

EJEMPLOS

Para ilustrar el impacto de estas condiciones sobre una decisión de ejercicio temprano, consideremos una cuenta que mantenga un saldo en efectivo largo de 9,000 USD y una posición de call larga en un valor hipotético “ABC”, con un precio de ejecución de 90.00 USD y un tiempo hasta vencimiento de 10 días. ABC, que actualmente opera a 100.00 USD, ha declarado un dividendo de 2.00 USD por acción, siendo mañana la fecha exdividendo. También asumiremos que el precio de opción y el precio de acción se comportan de forma similar y declinan según la cantidad de dividendo en la fecha ex.

Aquí, revisaremos la decisión de ejercicio con la intención de mantener la posición de delta de 100 y maximizar la liquidez total mediante dos asunciones de precio de opción; una en la que la opción se vende a la par y otra sobre la par.

ESCENARIO 1: precio de opción a la par - 10.00 USD
En el caso de una opción que opere a la par, el ejercicio temprano servirá para mantener la delta de la posición y evitar la pérdida de valor en la opción larga cuando la acción opere exdividendo. Aquí, el producto en efectivo se aplica en su totalidad a la compra de la acción al precio de ejercicio, la prima de la opción se pierde y la acción, neta de dividendo, y el dividendo pendiente de pago se acreditan en la cuenta.  Esto también puede realizarse con el mismo resultado si se vende la opción antes de la fecha exdividendo y se compra la acción:

ESCENARIO 1

Componentes de

cuenta

Saldo

inicial

Ejercicio

temprano

No

Actuar

Vender opción y

comprar acción

Efectivo $9,000 $0 $9,000 $0
Opción $1,000 $0 $800 $0
Acción $0 $9,800 $0 $9,800
Dividendo pendiente $0 $200 $0 $200
Liquidez total $10,000 $10,000 $9,800 $10,000

 

 

ESCENARIO 2: precio de opción sobre la par - 11.00 USD
En el caso de una opción opere sobre la par, el ejercicio temprano para capturar el descuento, aunque preferible a la inacción, puede no ser beneficioso económicamente. En este escenario, el ejercicio temprano tendría como resultado una pérdida de 100 USD en valor temporal de la acción y la inacción tendría una pérdida igual al dividendo de 200 USD. Aquí, la acción preferible habría sido vender la opción para capturar el valor temporal y comprar la acción, realizando, por tanto, el dividendo.

ESCENARIO 2

Componentes de

cuenta

Saldo

inicial

Ejercicio

temprano

No

Actuar

Vender opción y

comprar acción

Efectivo $9,000 $0 $9,000 $100
Opción $1,100 $0 $900 $0
Acción $0 $9,800 $0 $9,800
Dividendo pendiente de pago $0 $200 $0 $200
Liquidez total $10,100 $10,000 $9,900 $10,100

  

NOTA: los titulares de cuenta que mantengan una posición call larga como parte de un diferencial deberían prestar particular atención al riesgo de no ejercitar el tramo largo dada la posibilidad de que se asigne en el tramo corto. Hay que tener en cuenta que la asignación de una opción call corta tiene como resultado una posición corta en acciones y los titulares de posiciones cortas en acciones en la fecha de registro del dividendo están obligados a pagar el dividendo al prestador de las acciones. Además, el ciclo de procesamiento de la cámara de contratación para notificaciones de ejercicio no acepta entregas de notificaciones de ejercicio como respuesta a la asignación.

Como ejemplo, consideremos un diferencial de opción call de crédito (bajista) para SPDR S&P 500 ETF Trust (SPY) que consista en 100 contratos cortos al precio de ejercicio de 146 USD en marzo de 2013 y 100 contratos largos al precio de ejercicio de 147 USD en marzo de 2013.  El 14 de marzo de 2013, el SPY Trust declaró un dividendo de 0.69372 USD por acción, pagadero el 30 de abril de 2013 a los accionistas registrados a fecha del 19 de marzo de 2013. Dado el periodo de tres días hábiles para la liquidación para acciones estadounidenses, habría que haber comprado la acción el 14 de marzo de 2013 a más tardar, para recibir el dividendo, ya que al día siguiente la acción empezó a operar exdividendo.

El 14 de marzo de 2013, con un día de negociación previo al vencimiento, los dos contratos de opciones operaron a la par,  lo que sugiere el riesgo máximo de 100 USD por contrato o 10,000 USD en la posición de100 contratos. Sin embargo, el no ejercitar el contrato largo para capturar el dividendo y protegerse frente a la probable asignación de los contratos cortos por parte de aquellos que buscaran el dividendo creó un riesgo adicional de 67.372 USD por contrato o 6,737.20 USD en la posición que represente la obligación de dividendo una vez asignadas todas las call cortas.  Como se ve en la tabla siguiente, si el tramo de la opción corta no se hubiera asignado, el riesgo máximo cuando se determinaron los precios de liquidación del contrato final el 15 de marzo de 2013 habría permanecido en 100 USD por contrato.

Fecha Cierre SPY Marzo '13, $146 Call Marzo '13, $147 Call
14 de marzo, 2013 $156.73 $10.73 $9.83
15 de marzo, 2013 $155.83   $9.73 $8.83

Para más información sobre cómo enviar una notificación de ejercicio temprano, por favor consulte la página web de IB.

 

El artículo anterior se proporciona solo con propósitos informativos, y no se considera una recomendación, consejos operativos ni constituye una conclusión de que el ejercicio temprano tendrá éxito o será adecuado para todos los cliente so todas las operaciones. Los titulares de cuenta deberían consultar con un especialista fiscal para determinar las consecuencias fiscales, si las hubiere, de un ejercicio temprano y deberían prestar particular atención a los riesgosp otenciales de sustituir una posición en opciones larga por una posición en acciones corta.

Earnings

Publicly traded companies in North America generally are required to release earnings on a quarterly basis. These announcements, which contain a host of relevant statistics, including revenue and margin data, and often projections about the company's future profitability, have the potential to cause a significant move in the market price of the company's shares. From an options trading viewpoint, anything with the potential to cause volatility in a stock affects the pricing of its options. Earnings releases are no exceptions.

Options traders often try to anticipate the market's reaction to earnings news. They know implied volatilities, the key to options prices, will steadily rise while skew - the difference in implied volatility between at-money and out-of-the-money options - will steadily steepen as the earnings date approaches. The degree by which those adjustments occur is often based on history. Stocks that have historically made significant post-earnings moves often have more expensive options.

Earnings risk is idiosyncratic, meaning that it is usually stock specific and not easily hedged against an index or a similar company. Stocks that are normally quite well correlated may react quite differently, leading to share prices that diverge or indices with dampened moves. For those reasons, there is no single strategy that works for trading options in these situations. Traders must have very clear expectations for a stock's potential move, and then decide which combination of options will likely lead to the most profitable results if the trader is correct.

If the market seems too sanguine about a company's earnings prospects, it is fairly simple (though often costly) to buy a straddle or an out-of the-money put and hope for a big move. Taking advantage of the opposite prospect, when front month implied volatilities seem too high, can also be profitable but it can also cause serious losses to be short naked options in the face of a big upward stock move. Traders can take advantage of high front month volatility by buying a calendar spread - selling a front month put and buying the same strike in the following month. The maximum profit potential is reached if the stock trades at the strike price, with the front-month option decaying far faster than the more expensive longer-term option. Losses are limited to the initial trade price.

Sometimes excessive fear is expressed by extremely steep skew, when out-of-the-money puts display increasingly higher implied volatilities than at-money options. Traders who use vertical spreads can capitalize on this phenomenon. Those who are bearish can buy an at-money put while selling an out-of-the-money put. This allows the purchaser to defray some of the cost of a high priced option, though it caps the trade's profits if the stock declines below the lower strike. On the other hand, those who believe the market is excessively bearish can sell an out-of-the-money put while buying an even lower strike put. Although the trader is buying the higher volatility option, it allows him to make money as long as the stock stays above the higher strike price, while capping his loss at the difference between the two strikes.

This article is provided for information only and is not intended as a recommendation or a solicitation to buy or sell securities. Option trading can involve significant risk. Before trading options read the "Characteristics and Risks of Standardized Options." Customers are solely responsible for their own trading decisions. 

Option Strategy Lab

General overview of the Option Strategy Lab

Considerations for Exercising Call Options Prior to Expiration

INTRODUCTION

Exercising an equity call option prior to expiration ordinarily provides no economic benefit as:

  • It results in a forfeiture of any remaining option time value;
  • Requires a greater commitment of capital for the payment or financing of the stock delivery; and
  • May expose the option holder to greater risk of loss on the stock relative to the option premium.

Nonetheless, for account holders who have the capacity to meet an increased capital or borrowing requirement and potentially greater downside market risk, it can be economically beneficial to request early exercise of an American Style call option in order to capture an upcoming dividend.

BACKGROUND

As background, the owner of a call option is not entitled to receive a dividend on the underlying stock as this dividend only accrues to the holders of stock as of its dividend Record Date. All other things being equal, the price of the stock should decline by an amount equal to the dividend on the Ex-Dividend date. While option pricing theory suggests that the call price will reflect the discounted value of expected dividends paid throughout its duration, it may decline as well on the Ex-Dividend date.  The conditions which make this scenario most likely and the early exercise decision favorable are as follows:

1. The option is deep-in-the-money and has a delta of 100;

2. The option has little or no time value;

3. The dividend is relatively high and its Ex-Date precedes the option expiration date. 

EXAMPLES

To illustrate the impact of these conditions upon the early exercise decision, consider an account maintaining a long cash balance of $9,000 and a long call position in hypothetical stock “ABC” having a strike price of $90.00 and time to expiration of 10 days. ABC, currently trading at $100.00, has declared a dividend of $2.00 per share with tomorrow being the Ex-Dividend date. Also assume that the option price and stock price behave similarly and decline by the dividend amount on the Ex-Date.

Here, we will review the exercise decision with the intent of maintaining the 100 share delta position and maximizing total equity using two option price assumptions, one in which the option is selling at parity and another above parity.

SCENARIO 1: Option Price At Parity - $10.00
In the case of an option trading at parity, early exercise will serve to maintain the position delta and avoid the loss of value in long option when the stock trades Ex-Dividend. preserve equity. Here the cash proceeds are applied in their entirety to buy the stock at the strike, the option premium is forfeited and the stock, net of dividend, and the dividend receivable are credited to the account.  This can also be accomplished with the same end result by selling the option prior to the Ex-Dividend date and purchasing the stock:

SCENARIO 1

Account

Components

Beginning

Balance

Early

Exercise

No

Action

Sell Option &

Buy Stock

Cash $9,000 $0 $9,000 $0
Option $1,000 $0 $800 $0
Stock $0 $9,800 $0 $9,800
Dividend Receivable $0 $200 $0 $200
Total Equity $10,000 $10,000 $9,800 $10,000

 

 

SCENARIO 2: Option Price Above Parity - $11.00
In the case of an option trading above parity, early exercise to capture the discount, while preferable to inaction, may not be economically beneficial. In this scenario, early exercise would result in a loss of $100 in option time value and inaction a loss equal to the $200 dividend. Here, the preferable action would be to sell the option to capture the time value and buy the stock, thereby realizing the dividend.

SCENARIO 2

Account

Components

Beginning

Balance

Early

Exercise

No

Action

Sell Option &

Buy Stock

Cash $9,000 $0 $9,000 $100
Option $1,100 $0 $900 $0
Stock $0 $9,800 $0 $9,800
Dividend Receivable $0 $200 $0 $200
Total Equity $10,100 $10,000 $9,900 $10,100

  

NOTE: Account holders holding a long call position as part of a spread should pay particular attention to the risks of not exercising the long leg given the likelihood of being assigned on the short leg.  Note that the assignment of a short call results in a short stock position and holders of short stock positions as of a dividend Record Date are obligated to pay the dividend to the lender of the shares. In addition, the clearinghouse processing cycle for exercise notices does not accommodate submission of exercise notices in response to assignment.

As example, consider a credit call (bear) spread on the SPDR S&P 500 ETF Trust (SPY) consisting of 100 short contracts in the March '13 $146 strike and 100 long contracts in the March '13 $147 strike.  On 3/14/13, with the SPY Trust declared a dividend of $0.69372 per share, payable 4/30/13 to shareholders of record as of 3/19/13. Given the 3 business day settlement time frame for U.S. stocks, one would have had to buy the stock or exercise the call no later than 3/14/13 in order receive the dividend, as the next day the stock began trading Ex-Dividend. 

On 3/14/13, with one trading day left prior to expiration, the two option contracts traded at parity, suggesting maximum risk of $100 per contract or $10,000 on the 100 contract position. However, the failure to exercise the long contract in order to capture the dividend and protect against the likely assignment on the short contracts by others seeking the dividend created an additional risk of $67.372 per contract or $6,737.20 on the position representing the dividend obligation were all short calls assigned.  As reflected on the table below, had the short option leg not been assigned, the maximum risk when the final contract settlement prices were determined on 3/15/13 would have remained at $100 per contract.

Date SPY Close March '13 $146 Call March '13 $147 Call
March 14, 2013 $156.73 $10.73 $9.83
March 15, 2013 $155.83   $9.73 $8.83

For information regarding how to submit an early exercise notice please see the IB website.

 

The above article is provided for information purposes only as is not intended as a recommendation, trading advice nor does it constitute a conclusion that early exercise will be successful or appropriate for all customers or trades. Account holders should consult with a tax specialist to determine what, if any, tax consequences may result from early exercise and should pay particular attention to the potential risks of substituting a long option position with a long stock position.

Equity & Index Option Position Limits

Overview: 

Equity option exchanges define position limits for designated equity options classes.  These limits define position quantity limitations in terms of the equivalent number of underlying shares (described below) which cannot be exceeded at any time on either the bullish or bearish side of the market.  Account positions in excess of defined position limits may be subject to trade restriction or liquidation at any time without prior notification.

Background: 

Position limits are defined on regulatory websites and may change periodically.  Some contracts also have near-term limit requirements (near-term position limits are applied to the side of the market for those contracts that are in the closest expiring month issued).  Traders are responsible for monitoring their positions as well as the defined limit quantities to ensure compliance.  The following information defines how position limits are calculated;

 

Option position limits are determined as follows:

  • Bullish market direction -- long call & short put positions are aggregated and quantified in terms of equivalent shares of stock.
  • Bearish market direction -- long put & short call positions are aggregated and quantified in terms of equivalent shares of stock.

The following examples, using the 25,000 option contract limit, illustrate the operation of position limits:

  • Customer A, who is long 25,000 XYZ calls, may at the same time be short 25,000 XYZ calls, since long and short positions in the same class of options (i.e., in calls only or in puts only) are on opposite sides of the market and are not aggregated
  • Customer B, who is long 25,000 XYZ calls, may at the same time be long 25,000 XYZ puts. Rule 4.11 does not require the aggregation of long call and long put (or short call and short put) positions, since they are on opposite sides of the market.
  • Customer C, who is long 20,000 XYZ calls, may not at the same time be short more than 5,000 XYZ puts, since the 25,000 contract limit applies to the aggregate position of long calls and short puts in options covering the same underlying security. Similarly, if Customer C is also short 20,000 XYZ calls, he may not at the same time have a long position of more than 5,000 XYZ puts, since the 25,000 contract limit applies separately to the aggregation of short call and long put positions in options covering the same underlying security.

 

Notifications and restrictions:

 

IB will send notifications to customers regarding the option position limits at the following times:

  • When a client exceeds 85% of the allowed limit IB will send a notification indicating this threshold has been exceeded
  • When a client exceeds 95% of the allowed limit IB will place the account in closing only. This state will be maintained until the account falls below 85% of the allowed limit. New orders placed that would increase the position will be rejected.

 

Notes:

Position limits are set on the long and short side of the market separately (and not netted out).
Traders can use an underlying stock position as a "hedge" if they are over the limit on the long or short side (index options are reviewed on a case by case basis for purposes of determining which securities constitute a hedge).
Position information is aggregated across related accounts and accounts under common control.

 

Definition of related accounts:

IB considers related accounts to be any account in which an individual may be viewed as having influence over trading decisions. This includes, but is not limited to, aggregating an advisor sub-account with the advisor's account (and accounts under common control), joint accounts with individual accounts for the joint parties and organization accounts (where an individual is listed as an officer or trader) with other accounts for that individual.

 

Position limit exceptions:

Regulations permit clients to exceed a position limit if the positions under common control are hedged positions as specified by the relevant exchange. In general the hedges permitted by the US regulators that are recognized in the IB system include outright stock position hedges, conversions, reverse conversions and box spreads. Currently collar and reverse collar strategies are not supported hedges in the IB system. For more detail about the permissible hedge exemptions refer to the rules of the self regulatory organization for the relevant product.

OCC posts position limits defined by the option exchanges.   They can be found here.
http://www.optionsclearing.com/webapps/position-limits

Margin Requirement on Leveraged ETF Products

Leveraged Exchange Traded Funds (ETFs) are a subset of general ETFs and are intended to generate performance in multiples of that of the underlying index or benchmark (e.g. 200%, 300% or greater). In addition certain of these ETFs seek to a generate performance which is not only a multiple of but also the inverse of the underlying index or benchmark (e.g., a short ETF). To accomplish this, these leveraged funds typically include among their holdings derivative instruments such as options, futures or swaps which are intended to provide the desired leverage and/or inverse performance. 

Exchange margin rules seek to recognize the additional leverage and risk associated with these instruments by establishing a margin rate which is commensurate with that level of leverage (but not to exceed 100% of the ETF value). Thus, for example, whereas the base strategy-based maintenance margin requirement for a non-leveraged long ETF is set at 25% and a short non-leveraged ETF at 30%, examples of the maintenance margin change for leveraged ETFs are as follows:

1. Long an ETF having a 200% leverage factor: 50% (= 2 x 25%) 

2. Short an ETF having a 300% leverage factor: 90% (= 3 x 30%) 

A similar scaling in margin is also in effect for options. For example, the Reg. T maintenance margin requirement for a non-leveraged, short broad based ETF index option is 100% of the option premium plus 15% of the ETF market value, less any out-of-the-money amount (to a minimum of 10% of ETF market value in the case of calls and 10% of the option strike price in the case of puts). In the case where the option underlying is a leveraged ETF, however, the 15% rate is increased by the leverage factor of the ETF. 

In the case of portfolio margin accounts, the effect is similar, with the scan ranges by which the leveraged ETF positions are stress tested increasing by the ETF leverage factor.  See NASD Rule 2520 and NYSE Rule 431 for further details.

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